Revoca dell’assegno divorzile travolge gli accordi precedenti sull’una tantum

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La revoca dell’assegno divorzile fa venire meno anche gli accordi presi tra gli ex coniugi e corrispondere in una unica soluzione una cifra concordata (155mila euro) rinunciando così alla somma percepita mensilmente.

 

nel caso di specie:

la somma che l’ex marito avrebbe dovuto corrisponderle, segnava per donna la rinuncia a un diritto quale quello divorzile, non ancora disposto in sede giurisdizionale. E hanno aggiunto che gli accordi economici in vista del divorzio, tra i quali si inquadra la scrittura del 7 dicembre 2001, “intanto sono efficaci in quanto siano ancorati alla situazione economico- patrimoniale e reddituale dei coniugi e al contesto fattuale esistente al momento della loro stipula, sicché il loro mutamento significativo non permette l’osservanza di pattuizioni rebus sic stantibus”.

Successivamente il tribunale con provvedimento esecutivo del 24 aprile 2013 ha revocato l’assegno, facendo venir meno così il diritto della ex e di conseguenza, rendendo privo di efficacia il diritto di opzione che le era stato riconosciuto dall’ex marito con la dichiarazione negoziale del 7 dicembre 2001, in vista dell’imminente regolamentazione dei rapporti post coniugali in sede giurisdizionale.

Cass. civile  sentenza n. 5058/21.

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