Trust per soggetti deboli: che cos’è ? Uno strumento per la tutela della vita dei disabili, anche dopo la morte dei loro genitori

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Il trust per soggetti deboli (cd. trust di protezione”) è una misura negoziale di tutela giuridica autonoma rispetto alle altre misure legali, che deve assicurare al soggetto una adeguata ed efficace gestione sia del patrimonio che della persona. Finalità del trust è infatti la cura del beneficiario. Il trust per soggetti deboli può dunque essere considerato una sorta di programma esistenziale, che tenendo conto delle aspirazioni e dei bisogni del beneficiario, gli garantisce nel tempo le condizioni di vita di cui ha sempre goduto.

Ma come è strutturato un trust per soggetti deboli?

Lo schema tipico del trust per soggetti deboli è il seguente: il disponente, di solito il genitore, istituisce un trust in favore del proprio figlio “soggetto debole” fissando egli stesso il programma che dovrà essere scrupolosamente osservato dal trustee, e vincolando, nell’interesse del figlio bisognoso, determinati beni nel trust, che costituiscono il fondo in trust.

L’effetto segregativo proprio del trust fa si che il fondo in trust sia vincolato a realizzare il programma del trust, e costituisca un patrimonio separato e autonomo rispetto a quello personale del trustee.

Nella pratica, quindi cosa succede?

In pratica, i genitori trasferiscono beni mobili o immobili al trustee, il quale ne acquista la proprietà e ne dispone, gestendola e amministrandola, esclusivamente per il mantenimento, le cure ed il sostegno del soggetto debole, beneficiario del trust. I beni trasferiti al trustee, infatti, non entrano a far parte del suo patrimonio personale e sono “segregati” al raggiungimento dello scopo del trust. Per realizzare lo scopo del trust, preferibilmente il trustee gestisce i beni utilizzando il reddito ma potrà anche toccare il fondo, e quindi,  avrà il potere di alienare beni, qualora ciò sia necessario, e di attribuire i beni, alla morte del soggetto, ai beneficiari finali indicati dai genitori (ad esempio, altri figli dei disponente, l’associazione che si è sempre presa cura del figlio disabile, e così via).

Il trust per soggetti deboli consente di risolvere il problema del dopo di noi, cioè la gestione della vita del beneficiario disabile dopo la morte dei suoi genitori, che se ne sono sempre presi cura.

 

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