L’assegno per il figlio disabile non si somma al mantenimento

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No all’addebito della separazione al coniuge che ha intrapreso una relazione extraconiugale dopo l’intervenuta crisi matrimoniale determinata dalla incapacità dell’altro di essere indipendente dai propri genitori.

La casa familiare va assegnata al coniuge collocatario dei figli il cui mantenimento, a carico dell’altro genitore, in sede di separazione può essere sicuramente aumentato rispetto al quantum previsto in sede presidenziale sia per l’adeguamento Istat sia per le accresciute esigenze dei figli minori. Non incide sull’aumento dell’assegno il fatto che uno dei figli, maggiorenni, percepisca già un assegno di invalidità avente questo finalità diverse da quello di mantenimento e dunque pienamente cumulabile con quest’ultimo.

È quanto emerge dalla sentenza 14531/15 del tribunale di Roma che ha rigettato la domanda di addebito proposta da entrambe le parti: la moglie chiedeva venisse addebitata al marito che nel 2009 aveva lasciato la casa per una relazione extraconiugale, il marito chiedeva l’addebito alla moglie, succube dei suoi genitori che dal 2006 al 2008 vivevano con loro con continue ingerenze nelle decisioni riguardanti il nucleo familiare, in particolare i figli. Situazione che avrebbe innescato una profonda crisi di coppia precedente quindi alla relazione del marito.

Rigettata la richiesta della moglie di un assegno in suo favore: i coniugi erano proprietari della casa, gravata da un mutuo le cui ultime rate non erano state onorate. Entrambi lavoravano ma, l’assegnazione della casa familiare alla donna ha un valore economico, considerato anche che il marito doveva pagare un canone di locazione. Quanto ai figli, l’ormai maggiorenne, affetta da vari disturbi percepiva già da tempo un assegno di invalidità pari a 290 euro mensili. Somma che pur cumulandosi con l’assegno versato dal padre non può assolutamente incidere sul mantenimento stabilito in 500 euro mensili per entrambi i figli. Ovviamente a tale somma vanno aggiunte, quando necessarie le spese straordinarie da dividere al 50 per cento tra entrambi i genitori.

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