La mera violazione dei doveri nascenti dal rapporto familiare non determina automaticamente un diritto al risarcimento. La responsabilità endofamiliare presuppone che la condotta, oltre a integrare la violazione di un dovere familiare, abbia leso un diritto fondamentale della persona e abbia prodotto conseguenze pregiudizievoli concretamente apprezzabili.
| Presupposto | Contenuto | Onere della prova |
|---|---|---|
| Condotta antigiuridica | Violazione grave dei doveri coniugali, genitoriali o familiari, tale da incidere su diritti fondamentali della persona | Il danneggiato deve allegare e provare i fatti costitutivi della condotta |
| Diritto o interesse leso | La condotta deve incidere su un interesse della persona costituzionalmente protetto: dignità, integrità psicofisica, libertà, vita familiare, rapporto genitore-figlio, identità personale ecc. | Il danneggiato deve individuare la situazione soggettiva concretamente lesa |
| Elemento soggettivo | La condotta deve essere imputabile all’autore almeno a titolo di colpa, salva la ricorrenza del dolo nei casi di comportamento intenzionalmente lesivo | Può essere dimostrato anche attraverso elementi presuntivi desunti dalle modalità e dalla reiterazione della condotta |
| Evento lesivo | Deve essersi verificata un’effettiva compromissione del diritto fondamentale tutelato | Grava sul danneggiato |
| Danno-conseguenza | Devono essere provate le concrete ripercussioni della lesione: sofferenza morale, compromissione della vita affettiva e relazionale, alterazione delle abitudini di vita, conseguenze psicologiche o psicofisiche | Grava sul danneggiato; è ammessa la prova presuntiva |
| Nesso causale | Le conseguenze pregiudizievoli devono essere causalmente riconducibili alla condotta illecita | Grava sul danneggiato, secondo il criterio civilistico del “più probabile che non” |
| Gravità della lesione | Il pregiudizio deve superare la soglia della normale tollerabilità e non consistere in meri disagi o sofferenze normalmente connesse alla crisi familiare | Deve emergere dalle allegazioni e dalle prove offerte |
| Quantificazione | Il risarcimento deve essere commisurato alle conseguenze effettivamente subite, evitando automatismi e duplicazioni | Il danneggiato deve fornire gli elementi utili alla quantificazione; ove il danno non sia determinabile nel suo preciso ammontare, è ammessa la liquidazione equitativa ex art. 1226 c.c. |
Il principio fondamentale è che il danno endofamiliare non coincide con la mera violazione del dovere familiare e non può considerarsi sussistente in re ipsa. Non è quindi sufficiente dimostrare, ad esempio, l’infedeltà coniugale, l’abbandono della famiglia, la violazione degli obblighi di assistenza, l’ostacolo alla frequentazione tra genitore e figlio o un’altra condotta contraria ai doveri familiari. Occorre provare che tale comportamento abbia determinato la lesione di un diritto fondamentale della persona e che dalla lesione siano derivate specifiche conseguenze pregiudizievoli.
L’onere probatorio grava, secondo i principi generali, sul soggetto che domanda il risarcimento, il quale deve pertanto allegare e dimostrare: la condotta illecita, il diritto fondamentale leso, l’evento lesivo, le concrete conseguenze dannose e il nesso causale tra condotta e danno. La prova del danno non richiede necessariamente una documentazione sanitaria o una consulenza medico-legale, potendo essere raggiunta anche attraverso testimonianze e presunzioni semplici, purché fondate su circostanze concrete, precise e specificamente allegate.
Possono assumere rilievo, a seconda della fattispecie, la durata e la reiterazione della condotta, l’età dei soggetti coinvolti, la natura e l’intensità della relazione familiare compromessa, il radicale mutamento delle abitudini di vita, l’isolamento affettivo, i tentativi compiuti per recuperare la relazione, le manifestazioni esteriori della sofferenza, il ricorso a sostegno psicologico o terapeutico e ogni altra circostanza idonea a dimostrare l’effettiva incidenza dell’illecito sulla vita personale e relazionale del danneggiato.
Sul piano dell’allegazione, è quindi opportuno mantenere distinti i diversi passaggi della fattispecie risarcitoria:
condotta antigiuridica → diritto fondamentale leso → evento lesivo → conseguenze pregiudizievoli concretamente subite → nesso causale → prova → quantificazione del danno.
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