Il reato di maltrattamenti in famiglia presuppone una situazione di abituale sopraffazione e vessazione di un soggetto nei confronti dell’altro, idonea a determinare uno stato di prevaricazione e di soggezione psicologica nella vittima. Ne consegue che esso non è configurabile quando la relazione tra i partner sia caratterizzata da una conflittualità reciproca e da aggressioni bilaterali, espressione di mera litigiosità di coppia, in cui le condotte si collocano su un piano sostanzialmente paritetico. Il discrimine tra maltrattamenti e ordinaria conflittualità relazionale va dunque individuato nell’asimmetria del rapporto e nella presenza di una sistematica condotta vessatoria e dominatrice di una parte sull’altra; in mancanza di tale squilibrio e in presenza di reciproche offese o aggressioni, non può ritenersi integrata la fattispecie di cui all’art. 572 c.p.
Cass. penale sent. 9773 del 13/3/2026
Sintesi della vicenda
Un uomo era stato condannato in primo grado per atti persecutori e lesioni nei confronti della moglie. La Corte d’appello, accogliendo l’impugnazione del pubblico ministero e della parte civile, aveva riqualificato l’intera condotta come maltrattamenti in famiglia, ritenendo sussistente un quadro unitario di violenze protratte nel tempo. L’imputato ricorreva per cassazione sostenendo che il rapporto con la moglie era caratterizzato da una conflittualità reciproca e da aggressioni da entrambe le parti, circostanza che escluderebbe la configurabilità del reato di maltrattamenti, che presuppone invece una posizione di predominio di un soggetto sull’altro. La Corte di cassazione ha accolto il ricorso rilevando che il giudice di appello non aveva adeguatamente confrontato la propria decisione con la motivazione del tribunale, il quale aveva evidenziato una relazione altamente conflittuale ma reciproca e priva di un chiaro squilibrio di potere. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza con rinvio, ribadendo che il discrimine tra maltrattamenti e mera litigiosità di coppia risiede nell’esistenza di una relazione asimmetrica di sistematica sopraffazione.