In tema di affidamento di minori a terzi ex l. n. 184/1983, il potere di vigilanza sull’attuazione dei provvedimenti relativi all’esercizio della responsabilità genitoriale e all’esecuzione del progetto assistenziale spetta al giudice tutelare del luogo di residenza abituale del minore, quale giudice dell’attuazione, con funzioni di controllo e sollecitazione dell’esecuzione delle misure stabilite dal giudice minorile, senza poteri modificativi delle statuizioni adottate in sede di cognizione, che restano di competenza del Tribunale per i minorenni
Cass. civile ord. 3489 del 17/2/2026
LA VICENDA
Il Tribunale per i minorenni di Palermo, nell’ambito di procedimenti aperti a tutela di due minori, disponeva l’affidamento etero-familiare di una minore a una coppia e il collocamento dell’altra in comunità, incaricando i servizi sociali del programma di assistenza, della vigilanza e della predisposizione di un progetto di riavvicinamento con i genitori, con relazioni periodiche all’autorità giudiziaria. Successivamente, i genitori proponevano ricorso al giudice tutelare per l’apertura di un fascicolo di “vigilanza attiva” sull’attuazione del provvedimento definitivo.
Il giudice tutelare dichiarava però la propria incompetenza, ritenendo competente il Tribunale per i minorenni. La madre proponeva regolamento di competenza, sostenendo che, ai sensi dell’art. 337 c.c., spettasse al giudice tutelare vigilare sull’osservanza delle condizioni stabilite per l’esercizio della responsabilità genitoriale.
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che, una volta definito il giudizio minorile e disposta l’archiviazione dei procedimenti, residua la competenza del giudice tutelare, quale giudice di prossimità, per la vigilanza concreta sull’attuazione del regime di frequentazione e delle prescrizioni, fermo restando che eventuali modifiche delle misure o interventi ablativi o limitativi della responsabilità genitoriale restano di esclusiva competenza del Tribunale per i minorenni.
Vigilanza sull’attuazione dell’affidamento etero-familiare: competenza del giudice tutelare e limiti dei suoi poteri