In tema di assegnazione della casa familiare, il giudice, nel perseguire prioritariamente l’interesse dei figli ai sensi dell’art. 337-sexies c.c., può assegnare all’intero compendio immobiliare che abbia costituito l’habitat domestico della famiglia anche una porzione formalmente destinata a studio professionale di uno dei genitori, qualora essa non sia dotata di effettiva autonomia funzionale e la grave conflittualità tra le parti renda impraticabile la condivisione di spazi e servizi comuni. La relativa valutazione costituisce apprezzamento di fatto riservato al giudice del merito e non è censurabile in cassazione se adeguatamente motivata.
Cass. Civ., Sez. I, ordinanza 13 maggio 2026, n. 13991
Sintesi della vicenda
Nell’ambito di un giudizio di divorzio, il marito chiedeva la cessazione degli effetti civili del matrimonio e la regolamentazione delle condizioni accessorie. L’immobile familiare era composto da tre unità: l’abitazione occupata dalla moglie con i figli maggiorenni conviventi, una seconda unità abitata dalla madre del marito e una terza porzione che il marito utilizzava come studio professionale.
Il Tribunale di Ravenna aveva assegnato alla moglie soltanto la porzione destinata ad abitazione familiare, escludendo lo studio professionale, ritenendo che quest’ultimo disponesse di accesso autonomo. La Corte d’Appello di Bologna, invece, riformava la decisione, assegnando alla moglie l’intero compendio immobiliare, valorizzando l’assenza di autonomia funzionale dello studio (privo di servizi igienici propri e collegato internamente all’abitazione) e l’elevatissima conflittualità tra gli ex coniugi, incompatibile con la gestione condivisa di spazi e servizi comuni.
Il marito ricorreva in Cassazione sostenendo che l’estensione dell’assegnazione fosse illegittima e non giustificata dall’interesse dei figli. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la Corte territoriale aveva correttamente valutato l’interesse dei figli e la necessità di preservare la serenità dell’ambiente domestico, evitando situazioni di contatto forzato tra genitori fortemente conflittuali. Ha inoltre precisato che tale valutazione integra un apprezzamento di fatto riservato al giudice del merito.
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