In tema di affidamento e collocazione del minore, l’ascolto della volontà espressa dal figlio non può essere assunto in modo atomistico né identificato automaticamente con il suo superiore interesse, dovendo il giudice procedere ad una valutazione complessiva del contesto relazionale e conflittuale familiare. Ove persistano tensioni tra i genitori, è legittima l’adozione di misure di sostegno alla genitorialità – quali l’affidamento ai Servizi Sociali, il monitoraggio delle dinamiche familiari e incontri assistiti con il supporto di un neuropsichiatra infantile – finalizzate ad evitare ricadute sull’equilibrio psico-fisico del minore e a favorire il progressivo superamento della conflittualità, preservando il diritto alla bigenitorialità.
Cass. civile ord. 13981 del 13/5/2026
Sintesi della vicenda
La controversia riguardava l’affidamento e la collocazione della figlia minore di due ex conviventi residenti rispettivamente a Torino e Napoli. In precedenza la Cassazione aveva annullato una decisione della Corte d’Appello di Napoli rilevando che la volontà manifestata dalla minore era stata valorizzata senza un adeguato esame del contesto familiare e delle persistenti condotte conflittuali tra i genitori.
Nel giudizio di rinvio, la Corte territoriale ha nuovamente disposto l’affidamento condiviso con collocazione prevalente presso la madre, confermando tuttavia l’affidamento ai Servizi Sociali. È stato inoltre previsto un articolato percorso di sostegno: i Servizi Sociali avrebbero dovuto gestire le questioni educative e sanitarie in caso di persistente conflitto, predisporre incontri periodici con la minore e con i genitori, separatamente e congiuntamente, con l’assistenza di un neuropsichiatra infantile, al fine di monitorare le relazioni familiari e prevenire nuove condotte ostruzionistiche.
La Cassazione ha ritenuto immune da censure la decisione della Corte d’Appello, evidenziando come la stessa avesse effettuato una valutazione aggiornata e complessiva della situazione familiare, valorizzando sì l’ascolto della minore, ma senza trasformarlo nell’unico criterio decisionale. La Suprema Corte ha inoltre sottolineato la correttezza delle misure adottate per sostenere la genitorialità e favorire il superamento della conflittualità nell’interesse della minore.
altalex.com
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