Nel caso di nascita di un minore all’interno di una coppia omosessuale femminile a seguito di procreazione medicalmente assistita praticata all’estero con tecnica ROPA – mediante fecondazione dell’ovocita di una donna e gestazione da parte dell’altra – il riconoscimento del figlio effettuato dalla madre che abbia fornito il proprio patrimonio genetico non integra il riconoscimento di una mera genitorialità “intenzionale”, ma esprime un rapporto di filiazione biologica. Ne consegue che lo status filiationis così costituito non può essere rimosso mediante il procedimento di rettificazione degli atti di stato civile, dovendo l’eventuale contestazione dello status avvenire esclusivamente attraverso le azioni di stato tipiche previste dall’ordinamento, che assicurano il pieno contraddittorio e le garanzie proprie dei giudizi sulla filiazione.
Cass. civile sentenza 5/3/2026, n. 4977
Sintesi della vicenda
Due donne, unite civilmente, avevano intrapreso in Spagna un percorso di procreazione medicalmente assistita con tecnica ROPA, mediante fecondazione dell’ovocita di una con seme di donatore e impianto nell’utero dell’altra. Alla nascita della bambina in Italia, l’atto di nascita indicava inizialmente solo la madre partoriente; successivamente la partner, madre genetica, aveva proceduto al riconoscimento della figlia davanti all’ufficiale di stato civile, con annotazione sull’atto di nascita.
La Procura della Repubblica chiedeva la cancellazione del riconoscimento ritenendolo contrario all’ordinamento. Il Tribunale dichiarava inammissibile la domanda, affermando che lo status poteva essere rimosso solo con un’azione di stato. La Corte d’Appello, invece, accoglieva il reclamo della Procura e ordinava la rettifica dell’atto di nascita eliminando l’efficacia del riconoscimento.
La Cassazione ha cassato il decreto della Corte d’Appello, affermando che la rimozione dello status derivante dal riconoscimento non può avvenire tramite azione di rettificazione dello stato civile, ma solo attraverso le azioni tipiche di stato, rinviando alla Corte territoriale per nuovo esame.
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