Coppia omosex può adottare: il TM di Roma anticipa il legislatore

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Una coppia di donne, dopo una lunga relazione sentimentale, ha sentito il desiderio di avere un figlio; le stesse hanno deciso di recarsi in Belgio per sottoporsi alle tecniche di procreazione assistita, scegliendo tra le due la donna più giovane per portare avanti la gravidanza. La partner della madre biologica ha seguito la gravidanza con amore e compartecipazione e, alla nascita della bambina, si è presa cura della minore con una dedizione tale che la piccola la riconosce come la propria mamma.
Le due donne, al fine di dare maggiore garanzia di stabilità possibile alla bambina, hanno sottoscritto accordi privati di regolamentazione della loro relazione, hanno deciso di sposarsi e di iscriversi al Registro delle Unioni Civili non appena il loro Municipio lo consentirà.
La ricorrente ha chiesto al TM, alla luce dei rapporti instaurati e consolidati con la piccola e del rapporto di convivenza con la stessa, di poterla adottare ai sensi dell’art. 44, primo comma, lettera d) L. 184/83, come modificata dalla L. 149/2001.
Il Tribunale per i Minorenni di Roma con la sentenza n. 291/2015 ha ritenuto meritevole di accoglimento il ricorso.
Il Collegio, infatti, non ha rinvenuto nel nostro ordinamento alcun divieto per la persona singola, quale che sia il suo orientamento sessuale, ad adottare. Esclusivamente per l’adozione legittimante, sia nazionale che internazionale, la legge richiede che ad adottare siano due persone unite da matrimonio, riconosciuto dall’ordinamento italiano.
Ma oltre all’adozione piena, il legislatore ha previsto l’altra ipotesi denominata adozione in casi particolari; questa forma di adozione, in ossequio al principio dell’interesse superiore del minore, può essere proposta anche da persona singola, ai sensi del combinato disposto dell’art. 44 lettera d) e dell’art. 7 della medesima L. 184/83 e successive modifiche.
E nessuna limitazione è prevista espressamente, o può derivarsi in via interpretativa, con riferimento all’orientamento sessuale dell’adottante o del genitore dell’adottando, qualora tra di essi vi sia un rapporto di convivenza.

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