La situazione di abbandono del minore è configurabile non solo in presenza di un rifiuto intenzionale e irrevocabile dei genitori di adempiere ai propri doveri, ma anche quando si accerti, sulla base di fatti concreti, l’inadeguatezza dei genitori naturali a garantire al figlio il normale sviluppo psico-fisico. La dichiarazione di adottabilità costituisce extrema ratio, legittima solo quando emerga l’irreversibile non recuperabilità della capacità genitoriale, accertata mediante una valutazione approfondita e attuale, tenendo conto anche della possibilità di interventi di sostegno e dell’eventuale presenza di familiari entro il quarto grado idonei ad accudire il minore.
Cass. civile, ord. n. 25374 del 16/9/2025
La vicenda
Una giovane madre, minorenne al momento del parto e con alle spalle una storia di tossicodipendenza, precarietà economica e affettiva, si opponeva alla conferma dell’affido etero-familiare del figlio, collocato in una casa-famiglia sin dalla nascita. Il padre, da cui la donna si era separata, aveva precedenti penali e si era sempre disinteressato del bambino.
Nel corso del procedimento, i servizi sociali avevano attivato percorsi di sostegno alla genitorialità, anche con inserimento in strutture madre-figlio, che tuttavia avevano dato esito negativo. La donna mostrava sentimenti di affetto verso il figlio, ma non era riuscita a superare le gravi carenze genitoriali. Inoltre, la nuova relazione affettiva della madre, con un uomo di oltre quarant’anni più grande, non veniva ritenuta idonea a modificare la situazione complessiva.
La Corte di merito accertava:
l’inidoneità del padre e l’assenza di figure familiari di supporto;
l’impossibilità di recupero delle competenze materne in tempi compatibili con le esigenze evolutive del minore;
la necessità di collocare stabilmente il bambino in un contesto etero-familiare.
Pur confermando l’affido etero-familiare, il giudice disponeva la prosecuzione del rapporto madre-figlio tramite incontri protetti, riconoscendo così il valore residuo del legame affettivo.
La Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso della madre.