Tradimento: danno morale solo se è dimostrata la sofferenza insopportabile

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La depressione per il tradimento del coniuge non può essere risarcita senza una prova concreta. Se l’accertata infedeltà è sanzionata come addebito in sede di separazione, per il danno morale va dimostrato che la sofferenza è stata insopportabile con risvolti gravi sullo stato di salute o sull’onore o sulla dignità personale.

 

la natura giuridica del dovere di fedeltà coniugale derivante dal matrimonio implica che il suo venir meno attraverso il tradimento può essere sanzionato non solo con l’addebito della separazione, ma anche con il risarcimento del danno non patrimoniale ( articolo 2059 del codice civile), senza che la mancanza di pronuncia di addebito sia a ciò preclusiva. Tuttavia perché questo accada, la condizione di afflizione indotta nel coniuge deve superare la soglia di tollerabilità e tradursi, per le sue modalità o per la gravità dello sconvolgimento che provoca, nella violazione di un diritto costituzionalmente protetto come la salute, l’onore o la dignità personale

Cass. civile ordinanza n. 26383 del 19 novembre 2020

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