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L’omosessualità di un genitore non costituisce, di per sè, un limite all’affidamento esclusivo del figlio.

Bravi i Giudici della Suprema Corte: con la sentenza n. 601/2013 viene sancito un principio sacrosanto in una società civile.

Principio Sacrosanto ma anche rivoluzionario, in un Paese in cui l’omosessualità costituisce ancora un taboo, sociale in primo luogo, ma anche per il legislatore, atteso che il riconoscimento della rilevanza giuridica delle coppie omosessuali pare ben lontano dall’essere attuato.

Nel caso di specie, marito e moglie si separano: lui, mussulmano, lei omosessuale e con una compagna. Il figlio viene affidato alla madre in via esclusiva (a causa del comportamento violento del padre) e la decisione viene confermata in tutti i gradi del giudizio.

I Giudici ritengono infatti che l’omosessualità non costituisca di per sè un fattore pregiudizievole per la crescita del minore: l’eventuale pregiudizio va provato in concreto e non può astrattamente fondarsi sull’orientamento sessuale del genitore.

Non esistono certezze scientifiche o dati d’esperienza che confermino il danno che il minore possa subire per avere due genitori dello stesso sesso.

Aggiungo che a livello scientifico si è proprio riscontrato il dato opposto: è stato appurato che la capacità genitoriale delle coppie omosessuali è identica a quella delle coppie eterosessuali: non vi sarebbe alcuna relazione tra l’orientamento sessuale dei genitori e l’adattamento emozionale, psicosociale e comportamentale del figlio. I figli traggono esclusivo beneficio dall’educazione impartita e dalla cura di due genitori all’interno di una unione legalmente riconosciuta, a prescindere dal sesso dei genitori.

Il vero pregiudizio per il figlio sta nel genitore che non se ne prende cura, che se ne disinteressa sotto il profilo morale e materiale: questo è il genitore inidoneo a garantire al figlio una crescita serena ed equilibrata. Non certo quello omosessuale, per il fatto della mera omosessualità: saper dare amore, prestare cura ed attenzione sono evidentemente doti che prescindono dalle tendenze sessuali.

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