Convivente di fatto subentra nel contratto di locazione se muore il partner

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In caso di morte del conduttore di un alloggio residenziale pubblico,  il contratto di locazione “continua” con il convivente more uxorio.

Il principio vale anche se il defunto era a sua volta subentrato al padre nel contratto. L’ente non può quindi cacciare di casa il partner superstite, anche se la coppia non aveva avuto figli.

Il diritto di abitazione è infatti costituzionalmente garantito; si applica il principio di successione nel contratto di locazione sancito dall’art. 6 della L. 392/1978.

Con la sentenza n. 3598 del 2013 la Corte di Cassazione fa un passo avanti nella tutela delle coppie di fatto: sebbene non esista una legge organica che regolamenta la convivenza, sono molte le norme sparse nell’ordinamento che prevedono garanzie anche per i conviventi, sul presupposto che la coppia sia tale anche se non c’è matrimonio.

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