Cedu condanna ancora Francia in tema di maternità surrogata

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La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato il Governo francese a causa del rifiuto di trascrivere nei registri di stato civile i certificati di nascita di minori nati in India tramite maternità surrogata. La Corte, richiamando la giurisprudenza Mennesson et Labassee, ha constatato all’unanimità che il rifiuto di trascrizione viola il diritto dei minori al rispetto della vita privata, garantito dall’art. 8 CEDU. Si tratta di due casi riunificati dalla Corte: Foulon e Bouvet, padri, rispettivamente, di una figlia di sette anni, e di due gemelli di sei anni. Pur riconoscendo alla Francia il diritto di vietare gli accordi di maternità surrogata nell’ordinamento, la Corte europea ha ritenuto che il rifiuto di trascrizione mina l’identità dei minori nella società francese; pertanto la condanna si realizza in nome della tutela del loro superiore interesse. Se, dunque, non è in discussione il diritto di un paese a vietare la maternità surrogata, la giurisdizione della Corte riafferma che il rifiuto di riconoscere la parentela biologica di un bambino costituisce una violazione dei suoi diritti incompatibile con la CEDU.

Corte EDU, 21 luglio 2016, n. 9063

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