Integra il delitto di sottrazione e trattenimento di minori all’estero ex art. 574 c.p. la condotta del genitore e del familiare che, mediante sistematico condizionamento psicologico, ostacolo ai contatti con l’altro genitore, delegittimazione della figura materna e violazione reiterata dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria, provochino nei figli il rifiuto dell’altro genitore e l’interruzione del relativo rapporto affettivo. In tale prospettiva, la volontà oppositiva manifestata dai minori non assume efficacia scriminante ove risulti il prodotto di dinamiche manipolative e non di una scelta autenticamente libera e consapevole.
Cass. penale sent. 16457 del 7/5/2026
Sintesi della vicenda
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti avverso la sentenza della Corte d’Appello di Potenza che aveva confermato la condanna di un padre e della nonna paterna per i reati di sottrazione e trattenimento di minori all’estero e mancata esecuzione dolosa di provvedimenti del giudice civile. La vicenda trae origine dall’affidamento condiviso di due minori con collocamento prevalente presso la madre. Successivamente, il padre, con il supporto della propria madre, aveva trattenuto i figli presso di sé, impedendo il rientro presso la madre affidataria e ostacolando in modo sistematico l’esecuzione dei provvedimenti emessi dal Tribunale per i Minorenni e dal giudice civile.
La Suprema Corte ha valorizzato il quadro probatorio emerso nei giudizi di merito, evidenziando come i minori fossero stati progressivamente condizionati attraverso la delegittimazione della figura materna, l’isolamento relazionale e scolastico e la continua attribuzione alla madre di responsabilità per la crisi familiare. Secondo la Cassazione, il rifiuto espresso dai figli nei confronti della madre non costituiva espressione di una volontà genuina e autonoma, bensì il risultato di un processo manipolativo protrattosi nel tempo. La decisione sottolinea inoltre che il superiore interesse del minore impone la tutela del rapporto equilibrato con entrambi i genitori e che la violazione sistematica dei provvedimenti giudiziari, accompagnata da pratiche di alienazione e controllo, integra una grave lesione dei diritti fondamentali dei figli e del genitore estromesso dalla relazione familiare.