Trust per il dopo di noi (per disabili): una risposta adeguata alla cura del patrimonio e della persona

Va in carcere il genitore che non versa mai l’assegno per il figlio
29 novembre 2016
Nonni e nipoti
30 novembre 2016

Il trust appare per le sue caratteristiche UNO STRUMENTO ADEGUATO a DAR RISPOSTA ALLA PREOCCUPAZIONE dei famigliari (genitori, nonni) di soggetti “deboli” allorchè non ci saranno più loro a prendersi cura del figlio/nipote, una risposta adeguata, insomma, alla questione del DOPO DI NOI: preoccupazione che investe non solo la gestione del patrimonio del soggetto ma anche il soddisfacimento dei bisogni più strettamente personali, come la conservazione di un determinato habitat o di abitudini acquisite.

Il trust è senz’altro lo strumento che meglio di ogni altro consente ai famigliari, DURANTE IL NOI E quindi mentre sono in vita e sono capaci, di VERIFICARE se la soluzione scelta è efficace per realizzare lo scopo di protezione del famigliare debole, per il DOPO DI NOI  e quindi, eventualmente, modificare il programma

Occorre nel trust indicare la finalità, mentre i bisogni del beneficiario, ai quali lo strumento è dunque preordinato, possono essere individuati in momento successivo, da parte del trustee o guardiano, che hanno poteri fiduciari e sono quindi vincolati al perseguimento dell’effettivo interesse del beneficiario.Il trust consente di modulare e garantire al disabile prestazioni patrimoniali e non alle quali di solito fa fronte la famiglia o le associazioni di volontariato.

COM’E’ STRUTTURATO IN LINEA GENERALE UN TRUST PER IL DOPO DI NOI ?

il disponente, di solito il genitore, istituisce un trust in favore del proprio figlio “soggetto debole” (disabile in senso lato) fissando il programma che dovrà essere seguito dal trustee, e vincolando determinati beni nel trust, nell’interesse del figlio bisognoso.

IN PRATICA:  i genitori trasferiscono beni mobili o immobili al trustee, il quale ne acquista la proprietà e ne dispone, gestendola e amministrandola, esclusivamente per il mantenimento, le cure ed il sostegno del soggetto portatore di handicap.

I beni trasferiti al trustee, infatti, NON ENTRANO a far parte del suo patrimonio personale e sono “segregati” al raggiungimento dello scopo del trust. Il patrimonio viene quindi trasferito al trustee affinché le utilità da esso traibili siano impiegate per il mantenimento e per il sostegno del soggetto debole. Preferibilmente il trustee gestisce i beni utilizzando il reddito ma potrà anche toccare il fondo, e quindi,  avrà il potere di alienare beni, qualora ciò si riveli necessario, e di attribuire i beni, alla morte del soggetto, ai beneficiari finali indicati dai genitori.

Nell’ambito di un trust per soggetti deboli è facile che il disponente non voglia spogliarsi subito di tutti i suoi beni, e quindi ad es opti per conferire nel fondo la nuda proprietà  mantenendo per sé l’usufrutto (e così conservando il diritto di continuare a vivere in una abitazione o di percepirne i redditi se concessa in locazione);oppure si prevede che il trust inizi con la morte del disponente: così facendo, finchè è in vita potrà detenere e gestire direttamente i beni e il trust diverrà pienamente operativo solo al momento della sua morte, quando la piena proprietà si consoliderà in capo al trustee.di solito, tuttavia il trust diviene operativo subito:  il disponente genitore si riserva il ruolo di trustee o di guardiano, anche perché in questo modo è possibile verificare se funziona o qualcosa deve essere cambiato.

 

Comments are closed.

rilevazione presenze
avvocato san marino
Commercialista San Marino
psicologo san marino
web agency san marino
professional digital agency
web marketing conto corrente online

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi