Nel giudizio di separazione giudiziale, il Tribunale aveva posto a carico del padre un assegno di mantenimento di euro 400 mensili per ciascun figlio, oltre al 50% delle spese straordinarie. La Corte d’appello confermava la decisione valorizzando una valutazione complessiva delle condizioni economiche delle parti, non limitata ai redditi dichiarati, ma estesa al patrimonio, alle disponibilità di spesa, al risparmio di costi abitativi del padre e al collocamento prevalente dei figli presso la madre. La Cassazione dichiarava inammissibile il ricorso, ribadendo che la proporzionalità non richiede una mera aritmetica comparazione dei redditi, ma un giudizio globale e concreto, rimesso al prudente apprezzamento del giudice di merito.
