La sperequazione tra le condizioni economico-patrimoniali degli ex coniugi, quando sia causalmente riconducibile – anche solo in parte – a scelte condivise di organizzazione del ménage familiare e di ripartizione dei ruoli endo-familiari, giustifica il riconoscimento dell’assegno divorzile, cui va attribuita, oltre alla funzione assistenziale, una funzione perequativo-compensativa, accertabile anche mediante presunzioni, in ragione del contributo fornito dal coniuge economicamente più debole alla vita familiare e alla formazione del patrimonio comune o dell’altro coniuge
Cass. civile Ord. n. 31234 del 30/11/2025,
LA VICENDA
La Corte di cassazione ha confermato il riconoscimento dell’assegno divorzile in favore dell’ex moglie, rilevando un significativo divario reddituale e patrimoniale rispetto all’ex marito, maturato nel corso di un matrimonio di lunga durata. Tale squilibrio è stato ritenuto conseguenza di scelte condivise nella gestione della vita familiare, con prevalente dedizione della moglie all’accudimento della prole e alla cura della famiglia, a fronte della crescita professionale del marito. La Corte ha ribadito che la funzione perequativo-compensativa dell’assegno non richiede la prova documentale di un accordo scritto sui ruoli familiari, potendo il contributo del coniuge più debole essere dimostrato anche per presunzioni, valorizzando la concreta dinamica del ménage familiare e le aspettative professionali sacrificate