Nel procedimento minorile che comporti provvedimenti altamente incisivi sulla relazione genitore-figli, quali l’affidamento ai servizi sociali con collocazione eterofamiliare anche provvisoria, l’ascolto del minore costituisce strumento necessario per la concreta valutazione del suo interesse attuale ed effettivo; la sua omissione, ove richiesta e giustificata dalla dedotta maturità del minore e dalla rilevante incidenza del provvedimento, integra vizio di legittimità, così come è illegittima la conferma dell’affido eterofamiliare in assenza di adeguata istruttoria sulle capacità genitoriali e sulle risorse familiari di supporto, non essendo sufficiente la sola valutazione dei servizi sociali cui il minore sia stato affidato
Cass. civile ord. 3723 del 19/2/2026
Sintesi della vicenda
Una madre ricorreva per cassazione avverso il decreto con cui la Corte d’Appello di Genova aveva confermato il provvedimento del Tribunale per i minorenni che disponeva l’affidamento dei figli minori ai servizi sociali, con collocazione di lunga durata presso una famiglia terza e incontri protetti con la madre, ritenuta inadeguata sotto il profilo genitoriale alla luce delle relazioni dei servizi e delle condizioni psicologiche personali. La ricorrente lamentava, tra l’altro, l’omesso ascolto della figlia maggiore, nonostante la richiesta formulata e la dedotta capacità di discernimento, nonché la mancanza di un adeguato accertamento istruttorio sulle sue capacità genitoriali e sulle risorse del nucleo familiare. La Corte di cassazione ha accolto i primi due motivi, rilevando che l’omesso ascolto del minore, in presenza di un provvedimento fortemente incisivo come la collocazione eterofamiliare, viola il principio di tutela dell’interesse del minore, e che la decisione di affidamento eterofamiliare non può fondarsi su un’istruttoria carente e su valutazioni provenienti dai medesimi servizi sociali affidatari, cassando il decreto con rinvio
fonte: altalex.com