Non si può celare al figlio la vera identità dell’altro genitore

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Il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta  (decreto 30.11.2018) si è pronunciato in merito al caso di una minore cresciuta senza conoscere la reale identità del proprio padre biologico in quanto la madre le aveva fatto credere che fosse il suo attuale marito.

 

Conoscere le proprie origini è interesse fondamentale della persona. Il Tribunale ricorda che tra i diritti fondamentali della persona umana si colloca il diritto all’identità personale che viene tutelato attraverso la rilevanza riconosciuta dall’ordinamento al diritto al nome, all’identità sessuale e all’identità personale: in particolare, il diritto all’identità personale denota il diritto della persona a non vedere alterata la verità della propria vita e delle proprie idee e costituisce elemento essenziale del patrimonio del soggetto.

È indubbio, secondo il Collegio, che il diritto a conoscere le proprie origini costituisca un interesse fondamentale della persona riconducibile proprio al diritto all’identità personale e deve certamente ritenersi a fortiori applicabile ai casi in cui non vi sia stato alcun provvedimento di dichiarazione dello stato di abbandono o di adozione.

Nel caso di specie, la condotta della madre, pur se posta in essere con la finalità di proteggere la propria figlia, risulta non adeguata al superiore interesse della minore.

Appare, pertanto, necessario secondo il Tribunale, un sostegno alla genitorialità con interventi individuali e di coppia per la condivisione di un percorso educativo che aiuti la minore ad evolvere in un processo di crescita fondato sulla conoscenza delle proprie origini e sulla consapevolezza dei contesti di vita familiare relativi alle rispettive figure genitoriali.

Per questi motivi, il Collegio incarica il Consultorio familiare di compiere un’attività di supporto a favore dei genitori della minore allo scopo di prendere consapevolezza della necessità di conoscere l’identità del vero padre e di costruire con lo stesso un rapporto significativo mentre affida ai Servizi sociali il compito di svolgere un’attività di monitoraggio del nucleo familiare.

 

fonte: ilfamiliarista.it

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